Cronaca

Piglio, torna la processionaria, è emergenza

La processionaria, è una farfalla notturna della famiglia dei Lepidotteri, i cui bruchi, quando escono dai nidi per portarsi sugli alberi a divorare le foglie, si spostano uno dietro l’altro, in forma di processione.
Da ciò deriva il nome “processionaria”.
Contro questo flagello esiste anche una normativa (DD.MM. 20/5/1926 e del 12/2/1938) che obbliga i proprietari pubblici e privati di piante infestate di denunciare l’infestazione e di provvedere alla lotta a proprie spese!
Oltre a procurare danni d’ordine ecologico ed economico, la processionaria costituisce anche un grave pericolo per la salute dell’uomo e degli animali domestici. Infatti, i peli che ricoprono le larve sono fortemente urticanti e invadono l’ambiente specialmente nelle giornate di forte vento.
Purtroppo negli anni ’50 sui colli e sui monti Ernici, vennero impiantati dei pini (nero, marittimo, silvestre e d’Aleppo) che mal si coniugavano con l’ambiente. Ora se ne stanno pagando le conseguenze.
Infatti, il pino è un albero estraneo alle nostre montagne ed è stato incautamente introdotto nelle nostre zone, senza pensare ai danni che avrebbe provocato, primi fra tutti la distruzione del sottobosco, il pericolo d’incendi nonché quello della processionaria.
Certi pini si  stanno trasformando in alberi scheletrici che solo a vederli mettono tanta apprensione.
Per fronteggiare la processionaria, sarebbe opportuno realizzare dei progetti di risanamento finanziati adeguatamente dalla Regione Lazio.
E’ quindi necessaria un’opera di bonifica su larga scala perché il pericolo incombe su tutta la nostra provincia.
E’ necessario un intervento immediato e risolutivo (segare i rami con i nidi e bruciarli subito insieme alle chiome) altrimenti, tra poche settimane, migliaia di bruchi romperanno l’involucro nel quale sono rimasti per tutto l’inverno mettendo in pericolo la nostra salute (la sostanza urticante se viene a contatto con gli occhi potrebbe portare anche alla cecità).
Sono anni che ad ogni vigilia di primavera si ripropone il problema, ma nessuno pare voglia prenderlo in seria considerazione.
Si finanziano sagre ed altro, ma per la salvaguardia della salute restano solo spiccioli!!!  Marzo resta un ottimo mese utile per tentare un intervento contro la processionaria nell’interesse della natura e delle persone.
Giorgio Alessandro Pacetti
Redazione

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